Ebbene si, ascolto ancora i Lagwagon nonostante sia figlio unico!
Saltando tutte le solite quattro chiacchere che si dicono quando si parla oggigiorno dei Lagwagon, che si possono riassumere in:
1-sono lontani i tempi di Duh e Trashed.
2-l'hc melodico è morto.
3-la voce di Joey non più quella di una volta.
4-si stava meglio quando si stava peggio.
...posso quindi dire che ho apprezzato questo mini cd (7 pezzi), a partire dall'autoironia della band per la scelta del titolo fino alla composizione delle canzoni.
Le sonorità sono molto vicine in varie occasioni a quelle dei Bad Astronaut, ad esempio in qualche passaggio della finale Mission Unaccomplished (assieme a B-side la mia preferita) e come nella malinconica mid-tempo Live it down e nel brevissimo intro di Little pill, in altre occasioni invece è puro hc melodico (ad esempio Errands, si veda l'assolo in vecchio stile), in altre tracce ancora ricorrono brevi stacchetti molto soft e catchy tipo il riffing iniziale di Memoirs and Landmines, qualcosa di vagamente retrò si assaggia nell'intro di Fallen, tutto all'insegna della melodia e della semplicità quasi imbarazzante in certi tratti... ma che volete, a me i Lagwagon piacciono per questo.
Il sound è piuttosto minimale: batteria che fa il suo sporco lavoro, due chitarre nemmeno tanto distorte, un basso corposo che smanetta sotto, una voce che ha gridato tanto e ora ha voglia di stare un pò più tranquilla ma che sa ancora comunicare; se uno non riesce a fare a meno di tecnicismi, doppio pedale e growl si può ascoltare altra roba (e c'è ne in abbondanza adesso come adesso) e le chiacchere stanno a zero: i Lagwagon rappresentano la mia adolescenza, tanti bei ricordi, tanti bei concerti e sono un grande gruppo, io me li sparo volentieri.